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Dott. Andrea Aiazzi

Laureato in Psicologia Clinica presso l’Università degli Studi di Firenze e specializzato in Psicoterapia Breve Strategica presso la scuola del prof Giorgio Nardone.
Dal 2013 studia l’approccio psicodinamico.

Esercita la professione di Psicologo e Psicoterapeuta dal 2010.
E’ abilitato e regolarmente iscritto all’albo Psicologi della Toscana (posizione 6198).

Via Frà Filippo Lippi 4R, Firenze

Cos'è una psicoterapia

Prima di tutto una psicoterapia è la creazione di uno spazio di accoglienza, di ascolto e di sostegno.
Questo aspetto coincide con l'idea generale del lavoro dello Psicologo, ma ne è solo una parte.

La psicoterapia è anche un contenitore all'interno del quale pensare se stessi con lo scopo di comprendersi: un percorso che si fonda su tecniche precise e sull'impegno che il paziente è in grado di assumere.

Immaginare come una attività possa sostenere e impegnare allo stesso tempo può sembrare difficile, ma basta pensare ad esempi simili per capire: l'apprendimento, la crescita, l'emancipazione.

Tutte attività che ci potenziano nel momento in cui accettiamo la fatica di farle, meglio se ricorrendo all'aiuto di qualcuno più esperto: un genitore, un insegnante, un amico.

Uno Psicoterapeuta non è nessuno di questi, eppure nella relazione terapeutica svolge funzioni di ascolto, empatia, comprensione e interpretazione.
Lo Psicoterapeuta svolge una professione di aiuto ma anche di ricerca della verità e penso che l'equilibrio (delicatissimo) tra questi due elementi sia la mia idea di Terapia.

Terapia breve strategica

Quando il problema che richiede una terapia è un sintomo invasivo e chiaramente delineato (esempio: attacchi di panico, fobie, ossessione-compulsione) è utile ed efficace utilizzare un approccio strategico.
Intervenire sulla logica e sugli aspetti paradossali di un problema consente di cambiare la percezione che si ha di esso e ottenere uno sblocco molto rapido.

Terapia psicodinamica

La psicoterapia psicodinamica si avvale di strumenti specifici (le libere associazioni, il lavoro sui sogni, l'interpretazione del campo bipersonale) per individuare e comprendere le dinamiche che ci governano come individui e poterle valutare nel presente.
Rivivere queste dinamiche nella relazione col terapeuta permette di gettare una luce nuova su elementi che abbiamo finora considerato assoluti e imprescindibili e che invece potrebbero rivelarsi, ad esempio, non più attuali.

Il passato diventa tale solo se lo guardiamo dal presente, ma per fare questo dobbiamo prima raggiungerlo, il presente.
Possiamo trovarlo con un terapeuta addestrato a creare uno spazio nuovo, inedito, non dominato da vecchie dinamiche relazionali.
Questo secondo me è il vero significato del lavoro sul "qui e ora".


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